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MURI DI PACE

progetto di ELIOS ONLUS

“Mio nonno amava molto raccontare la storia di un antico re indiano ossessionato dal desiderio di scoprire il significato della pace. Qualcuno suggerì al re di consultare un certo saggio e il re lo fece. Senza una parola il saggio portò al re un chicco di grano: “Qui troverai la risposta alla tua domanda”, disse deponendolo sulla mano del re. Il re perplesso non voleva ammettere la sua ignoranza; così afferrò il chicco di grano e lo racchiuse in una piccola scatola d’oro che mise in cassaforte. Ogni mattina apriva la scatola e guardava il chicco di grano per trovare una risposta, ma inutilmente. Alcune settimane dopo, un altro saggio rispose al suo dilemma: “E’ abbastanza semplice vostra grazia: come il grano rappresenta il nutrimento del corpo la pace è il nutrimento dell’anima. Se tenete questo chicco chiuso in una scatola d’oro alla fine morirà senza avere prodotto nutrimento o essersi moltiplicato. Tuttavia, se lo lasciate interagire con gli elementi – luce, acqua, aria e terra – maturerà e si riprodurrà e presto avrete un intero campo di grano che darà nutrimento non solo a voi ma anche a molti altri. Questo è il significato della pace. Deve nutrire la vostra anima e quella degli altri, deve moltiplicarsi interagendo con gli elementi”.”(Arun Gandhi, nipote del Mahatma).

Obiettivo

L’obiettivo del nostro lavoro è proporre ai ragazzi uno spazio in cui diventi possibile prendere contatto con una modalità pacifica di comunicazione, laddove per pace intendiamo la base su cui ogni essere umano può realizzarsi ed essere felice, in un dialogo continuo con l’ambiente circostante. Più concretamente, all’interno di un laboratorio creativo (per la specificità dell’attività svolta) è possibile proporre e sperimentare anche nuovi modelli di relazione, creativi anch’essi, che favoriscono il fiorire di valori, quali il rispetto, la dignità umana, l’uguaglianza, la solidarietà, la preziosità e l’unicità di ciascun individuo, la valorizzazione di sé e dell’altro. Sostanzialmente il “valore” intrinseco nell’esistenza stessa. Si tratta di passare dal messaggio “Per valere devo essere il più duro, sottomettere gli altri e schiacciarli: la mia felicità è a scapito della tua” al messaggio “Se ti sostengo e ti rispetto arricchisco la mia esistenza di forza e valore, perché la tua felicità contribuisce dalla mia”.

I Laboratori

La cultura hip hop

Questa è una cultura non è solo suono. Questa è una cultura non è solo moda. Questa è una cultura, questa è storia vera, questa è per chi c’era e per chi non c’era.»

HippityHop (Per Spider-7 R.I.P.) – FlyCat

L’Hip-Hop è nato più o meno nel 1970, tutti i media lo avevano giudicato solo una moda passeggera, oggi, l’Hip-Hop esiste e aggrega tanti giovani in maniera trasversale sia per l’età che per l’estrazione sociale. Tutto è nato negli U.S.A miscela di Black-music, soul, funk e R&B(Rhythm and Blues); l’Hip-Hop in poco tempo si è letteralmente espanso in tutto il mondo, diventando un vero e proprio stile di vita, una cultura metropolitana variegata e complessa che comprende l’amore per la musica ritmata dal d.j.(attraverso lo scratch, il cut e il rap), per gli sports “da strada” quali lo skate boarding, per l’arte metropolitana del graffitismo, per la break dance. Così l’hip hop, anche in Italia, ha affascinato i ragazzi e le ragazze coinvolgendoli in primis nel look (pantaloni over size, felpe, scarponi indistruttibili, cappelli), rendendoli visibili, diventando per loro un modo di essere e di comunicare alternativo a quello convenzionale, nel quale riconoscersi e ritrovarsi. Una possibilità di dar “voce” e “corpo” al loro desiderio di comunicare, creare, lasciare una traccia, vivere gli spazi di una metropoli troppo spesso aliena e depersonalizzante. Parola chiave dell’ Hip Hop è “freestyle”, ovvero l’arte dell’improvvisazione, non come mancanza totale di regole, ma come interpretazione soggettiva ed originale delle regole stesse. Tutto ha avuto inizio dal breaking, ovvero, doveva esserci qualcuno che facesse basi per poter far ballare il breaker, cioè, colui che balla e fa evoluzioni spettacolari, è da questa necessità è nato il Dj. Spesso questa figura si è trasformata in “rapper” che canta, o meglio “rappa”, mettendo in rima quello che vede e quello che sente, la maggior parte dei testi tratta temi reali e vissuti. Free-style è quindi, la capacità di improvvisare, durante basi casuali fatte solitamente solo con la bocca: vere e proprie canzoni in rima riguardanti le situazioni o i pensieri che si stanno vivendo nel qui ed ora. Altro personaggio tipico è il Writer colui che dipinge o “tegga” (firma col suo nome “d’arte” qualsiasi tipo di superficie) solitamente con tecniche di Aerosol-art su muri, tetti, garage… insomma tutte le superfici “rivitalizzabili”. Negli anni ’80 la break dance fu inserita nel programma del Black Power Movement (associazione nera molto famosa negli USA) per cercare di risolvere i problemi di violenza tra le bande rivali della gente di colore. La supremazia su un territorio, così, non venne più determinata da cruenti scontri tra bande, ma da sfide di break ( a cui in seguito si aggiunsero rap, graffiti e skateboard diventando delle vere e proprie olimpiadi metropolitane) in cui, la squadra che mostrava maggiori abilità tecniche e migliori acrobazie, vinceva sull’altra. Riteniamo che queste attività e il messaggio contenuto in esse siano degli strumenti adeguati per educare alla pace, trasformare cioè la rabbia in espressione grafica, i vissuti in colore, la sfida in empowerment.

I graffiti o “Teg”

La rappresentazione grafica, il graffito, soprattutto, non possono essere intesi come mere attività ludiche fini a se stesse, ma una vera e propria modalità alternativa di comunicazione (così come ogni tipo di arte), attraverso la quale il soggetto può manifestarsi con il proprio modo di essere, i propri vissuti e bisogni, la propria creatività. Tale processo consente la trasformazione dell’ambiente di contesto, promuovendo un cambiamento concreto e immediatamente visibile che, a sua volta, potrà diventare l’input, lo stimolo, per nuovi, altri, cambiamenti. Il laboratorio prevede che i partecipanti, sulla base di una serie di indicazioni che gli esperti forniranno loro, si dedichino alla “decorazione” delle pareti che verranno messe a loro disposizione (possibilmente all’interno degli spazi da loro quotidianamente frequentati) o di altre superfici scelte ad hoc.

Breakdance e Rap

I laboratori prevedono che i partecipanti imparino i passi base della break dance e “rappino” giocando con la voce e il corpo, sperimentandosi nella creazione di versi e strofe , sulla base del filo conduttore del progetto che è l’educazione alla pace.

>>>GALLERIA FOTOGRAFICA<<<